Breve premessa:
qualcuno nel leggere questo articolo potrebbe pensare che i fenomeni siano separati, che apparentemente non possano risultare collegati. Il mio intento è invece spiegarti che non è cosi. Lo sono eccome. Nel farlo vorrei che ognuno nel suo privato pensasse alla responsabilità che detiene come adulto, cittadino comune, educatore, insegnante, genitore o chicchessia.
L’ombra della violenza: dalla famiglia al bullismo, un ciclo che si ripete.
Introduzione:
la violenza non è un fenomeno isolato, ma si propaga a ondate, contaminando diversi contesti sociali e generando un ciclo pericoloso. Questo articolo si propone di esplorare la connessione tra la violenza domestica e di genere come precursore del bullismo, e come il bullismo, a sua volta, possa fungere da anticamera per futuri abusi su minori o la formazione di individui abusanti. Questa vuole essere un’analisi multidisciplinare, supportata da dati scientifici e letteratura di riferimento, in quanto risulta fondamentale per comprendere la complessità di questo fenomeno e per delineare strategie di intervento efficaci.
Iniziamo a capire cosa sia la violenza domestica, nota anche come violenza familiare o di genere, è un fenomeno complesso e pervasivo che si manifesta all’interno delle mura domestiche o tra persone legate da un vincolo affettivo o di convivenza, anche se non più coabitanti.
Secondo le principali organizzazioni internazionali, come l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si tratta di un modello di comportamento che include qualsiasi atto di:
- violenza fisica: l’uso della forza fisica per causare dolore o lesioni. Comprende atti come schiaffi, pugni, calci, spinte, soffocamento, strangolamento o l’uso di oggetti come armi.
- Violenza psicologica/emotiva: comportamenti che minano l’autostima, la dignità e il benessere psicologico della vittima. Include insulti, minacce, umiliazioni, “gaslighting” (far dubitare la vittima della propria sanità mentale), controllo, gelosia ossessiva e isolamento sociale.
- Violenza sessuale: qualsiasi atto sessuale imposto senza il consenso della vittima. Può includere molestie, coercizione o stupro.
- Violenza economica: il controllo e la manipolazione delle risorse finanziarie della vittima per limitarne l’indipendenza e il potere decisionale. Comprende il divieto di lavorare, la privazione di denaro, il controllo dei conti bancari e la gestione arbitraria delle spese familiari.
- Violenza digitale o stalking: l’uso di tecnologie digitali per minacciare, controllare o perseguitare la vittima. Include il monitoraggio delle comunicazioni, la diffusione di materiale intimo non consensuale o il cyberstalking.
La violenza domestica si basa su uno squilibrio di potere e mira a esercitare un controllo totale sulla vittima. Spesso si manifesta in cicli, alternando fasi di tensione, esplosione violenta e una successiva “luna di miele” in cui l’aggressore si scusa, fa promesse e manipola la vittima per mantenerla nella relazione.
Le vittime possono essere donne, uomini, bambini, anziani e persone con disabilità. È importante sottolineare che la violenza domestica non è un conflitto, ma un abuso di potere che viola i diritti umani e lascia profonde cicatrici fisiche e psicologiche.
Il Legame tra violenza domestica, bullismo e abuso.
La violenza domestica è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo di comportamenti di bullismo. I bambini che assistono o subiscono violenza in famiglia apprendono, per imitazione, che la violenza è un mezzo per risolvere i conflitti e affermare il potere. Questo modello comportamentale viene poi replicato nel contesto scolastico, dove il bambino o l’adolescente assume il ruolo di bullo.
- Violenza di genere e dinamiche di potere: spesso, la violenza domestica è legata a dinamiche di potere e controllo in cui un partner (solitamente l’uomo) esercita prevaricazione sull’altro. I figli che osservano questo modello possono interiorizzare l’idea che l’aggressività e la sottomissione siano le uniche modalità di relazione. Questo può tradursi in bullismo omofobico, sessista o in generale basato sulla prevaricazione di chi è percepito come più debole.
A sua volta, il bullismo può essere un precursore dell’abuso. Il bullo, abituato a esercitare il potere sull’altro, sviluppa una desensibilizzazione all’empatia e al dolore altrui. Questa normalizzazione della violenza può portare a un’escalation di comportamenti aggressivi, che in età adulta possono sfociare in abuso, sia fisico che psicologico, su partner o minori. La ricerca ha dimostrato una correlazione tra un passato da bullo e una maggiore probabilità di diventare un abusante.
In breve una definizione di bullismo:
